Una favola moderna in forma di poesia che, attraverso le parole di un passerotto e di una farfalla, sussurra il vero significato della libertà.
Una volta un passerotto
rimpinzandosi per bene
nella gabbia del salotto
con due belle guance piene,
incontrò una farfallina
dolce, esile e graziosa,
le gridò: ”Ehi tu, scioccchina!
ferma un attimo e riposa;
non ti accorgi che in tal modo
sprechi tempo e fai fatica?
Guarda me, sai quanto godo
quando mangio la mollica.
vivo, canto e mi rilasso,
una vita da signore,
tu, ahimè, di questo passo,
morirai fra poche ore!”
La farfalla lievemente
si posò su un tulipano,
si voltò poi dolcemente
e gli disse piano piano:
“Vedi caro mio uccellino,
non importa la durata,
conoscevo il mio destino
dal momento in cui sono nata.
Son felice di sicuro
che cinguetti e che stai bene,
ma seppure d’oro puro,
le tue son sempre catene.
Non dimenticare mai
la più grande verità,
mai davvero tu vivrai,
senza la tua libertà!”
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