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LA SFIDA DELLE CLASSI COMPLESSE D.M. 38/2026

Migliorare i sistemi di istruzione e di formazione del Programma nazionale “Scuola e competenze"

FONDI STRUTTURALI EUROPEI – PROGRAMMA NAZIONALE “SCUOLA E COMPETENZE” 2021/2027 – Priorità 01 – Scuola e competenze (FSE+) – Fondo Sociale Europeo Plus – Obiettivi Specifici ESO4.5.

Il Decreto Ministeriale 38 del 2026 ha come obiettivo specifico“Migliorare i sistemi di istruzione e di formazione”, del Programma nazionale “Scuola e competenze” per il periodo di programmazione 2021-2027, di seguito PN “Scuola e competenze” 2021-2027, fondo FSE+ e prevede interventi mirati a sostegno di attività di formazione a favore dei docenti e del personale educativo delle istituzioni scolastiche statali

L’Istituto Comprensivo Bassa Sabina ha presentato e ottenuto il finanziamento per il seguente progetto:

  • RERUM CONCORDIA DISCORS  – ESO4.5 A2.B Interventi di formazione in servizio del personale docente per garantire la qualità della didattica, con particolare attenzione alla correlazione con ciascuna delle azioni previste dal Programma all’interno dei singoli Obiettivi Specifici ; G44D26002710007; finanziamento autorizzato: € 33.606,00

 

Il progetto intende realizzare occasioni formative nelle aree che, al momento attuale, denotano le maggiori criticità. Da una parte la complessità umana di tutte le classi che rendono indispensabile il possesso di nuove competenze, profondamente radicate nella didattica generale e disciplinare, che costituiscono il fondamento della possibilità stessa dell’apprendimento. Dall’altra la consapevolezza dei limiti dell’empatia e della relazione affettiva riguardo al processo di crescita degli alunni. Le accresciute esigenze di una società che continua ad attribuire alla scuola nuovi compiti e nuove responsabilità, anche al di là del suo specifico perimetro istituzionale ma che al tempo stesso la “sfiducia” mettendo in crisi il rapporto di collaborazione e di rispetto dei ruoli che è requisito indispensabile per il successo formativo dei nostri alunni. Questo nuovo quadro e la sua rapida trasformazione verso modelli imprevedibili esigono dalla scuola la capacità di reinventarsi e di riappropriarsi del proprio ruolo guida nonostante le contingenze avverse. Il core dell’intero progetto è proprio nello sforzo di restituire al docente ed alla sua presenza in classe il valore e la funzione di un leader educativo reale ed efficace, superando la vetusta qualificazione del portatore di sapere. Sapere che non può essere costituito e meramente trasferito ma costruito in stretta collaborazione con gli studenti che devono poter ritrovare il piacere dell’apprendere. E questo non perché la didattica si veste di nuovi abiti più attraenti ma perché si instaura una didattica gestionale efficiente e sensibile che arriva ai gangli profondi dei discenti, appunto giovani in formazione che devono crescere e non essere semplicemente intrattenuti.

Le proposte formative di questo progetto mirano globalmente andare sotto la pelle della didattica ordinaria per cercare di modificare l’attuale percezione dello studio, fatalmente contrapposto per la sua “fatica” alla “facilita” di altri approcci (social, internet). La grande sfida è fornire alla scuola gli strumenti affinché la “complessità” da problema diventi risorsa. Con il termine inglobante di “complessità” si intende la miriade di fattori diversi che determinano il profilo di una classe, la qualità delle sue interazioni profonde e la sua capacità di risposta agli stimoli esterni. La classe non è resa complessa dalla presenza della disabilità, dal numero degli alunni o dal loro status sociale, economico, culturale; la classe complessa è un organismo che contiene in sé tutti questi elementi e, paradossalmente, può accadere che anche le classi “normali” (ammesso e non concesso che esistano) siano le più problematiche. Gli interventi si propongono di fornire in prima battuta gli strumenti di sopravvivenza nell’approccio ordinario con gli studenti, poi di entrare nel cuore delle dinamiche per cercare di pervenire al cuore del problema: il fattore umano. La classe problematica può inibire il docente che fatalmente e quasi inconsapevolmente può ritrovarsi assediato e costretto a difendersi (le note disciplinari, le valutazioni negative, in qualche modo tutte le forme di fuga dal compito), anche nei confronti delle famiglie che, spesso in buona fede, non riescono a comprendere. Una nuova didattica “umana” deve, invece, privilegiare la diversità quale fonte di stimoli, creando occasioni di riconoscimento reciproco e di reale inclusione.

Il progetto si articola in 6 moduli da 30 ore ciascuno come presentati di seguito:

  • GESTIONE CLASSI COMPLESSE – INFANZIA – 2 EDIZIONI
  • GESTIONE CLASSI COMPLESSE – PRIMARIA – 2 EDIZIONI
  • GESTIONE CLASSI COMPLESSE – SSIG – 2 EDIZIONI